Non mi permetto di entrare nel merito giuridico, in quanto non sono in possesso delle conoscenze approfondite necessarie a farlo, ma in quanto cittadino devo ritenere che i magistrati abbiano giudicato nel pieno rispetto formale del diritto e delle leggi. I giudici infati applicano e non fann le leggi, almeno nel nostro ordinamento, che non prevede neanche le prerogative del precente tipiche del diritto anglosassone.
Mi permetto però un giudizio di merito e di sostanza.
Tutta la nostra storia sia come Italia che come Europa, è sempre stata intimamente connessa con il Cristianesimo. Lo è stato l'Impero Romano, che ha dovuto confrontarsi e interagire con esso.Basti pensare, solo a titolo di esempio a Nerone e a Costantino, come due visioni antitetiche del cristianesimo, ma enbtrambe fondamentali. Lo è stato il Sacro Romano Impero: Carlo Magno, Federico II, il Medioevo.
Il Cristianesimo ha anche fortemente gestito il Rinascimento e il post Rinascimento. Il termine di confronto dell'Illuminismo, del Positivismo, dell'Idealismo, del Marxismo è stato sempre il Cristianesimo. Fino al Ventennio fascista e ai giorni nostri.
Alla luce di ciò ritengo l'insegnamento della dottrina cristiana elemento fondamentale e inscindibile di qualsiasi corso di studi, al pari della storia, della geografia e delle altre discipline, in quanto elemento fondante e parte integrante del nostro sviluppo culturale e ideologico. Non pertanto una materia facoltativa, che gli alunni possono scegliere di seguire o meno.
Ciò che non condivido invece e su cui sarebbe più opportuno riflettere se si desidera effettuare una seria e costruttiva analisi è il fatto che lo studio del Cristianesimo sia appannaggio esclusivo della Chiesa cattolica e della Conferenza Episcopale.
E' lì a mio avviso il nocciolo del problema. Se invece di gestire l'insegnamento della Religione come fatto esclusivo dei Vescovi, al cui placet sono attualmente sottoposte le nomine degli insegnanti di religione nelle scuole pubbliche, si fosse scelto un insegnamento libero da condizionamenti e mandati dottrinali , avremmo offerto ai nostri ragazzi la possibilità di conoscere e approfondire una materia importantissima che è stata e continua ad essere elemento portante di tutta la cultura occidentale.
Come al solito invece, si preferisce fare demagogia, a scapito della cultura. Il popolo istruito e acculturato spaventa ancora nel XXI secolo.
Giampaolo
martedì 18 agosto 2009
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