Non avendo idea di chi ha ricevuto la mail di auguri, mi scuserete se provo ad inoltrarla di nuovo.
Il mio nuovo indirizzo mail “privato” è salvatore.cuoco@tin.it Mentre quello “professionale” è s.cuoco@pf.popolarebari.it
Un isolotto su cui si discute in forma scritta e meditata partendo dalla cronaca politica di questo paese, ma anche di tutto ciò che ci sorprende, ci emoziona, ci indigna e ci commuove.
Non avendo idea di chi ha ricevuto la mail di auguri, mi scuserete se provo ad inoltrarla di nuovo.
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«Lavorare assieme a Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini?» gli chiedono. «Questo si vedrà...» risponde Rutelli. (corriere.it 12.09.09)
Speriamo che sciolga presto la riserva. Il centrosinistra non vede l'ora.
Quello che so oggi è che se avesse saputo unire non tanto le forze ma il popolo che vota, forse Roma non si ritroverebbe il sig. nessuno Alemanno sindaco. E visto che quelli che si recano alle urne lo hanno indotto a guardare altrove, aspettiamo tutti trepidanti di sapere cosa "vedrà" Ciccio Rutelli per il suo futuro. Eh si, perché è ben chiaro che non si sta parlando del futuro del Paese.
Salvatore Cuoco
Quando ero giovane tutto era nelle mani dell"editore di riferimento", (lancio un quiz: chi dette questa definizione di lottizzazione?) la DC. Poi dalla metà degli anni settanta, con l'avanzata del PCI, la seconda rete passa sotto l'influenza dell'opposizione che se la deve comunque spartire con l'astro nascente Craxi. Con la nascita di Rete 3 non più regionale, la riserva indiana viene ufficializzata con Tele Kabul di curziana e guglielmiana memoria. Poi tutto è cambiato affinché niente cambiasse, e si è continuato così fino ad oggi. Grandi proclami volti ad interrompere una odiosa pratica ma niente che poi si traducesse in realtà. Oggi tutti fanno come al solito le verginelle, ma intanto il sospetto prende corpo. Il congresso è prossimo e Di Bella continuerà a dirigere l'ottimo TG3 fino alla conclusione. Poi riconferma o promozione e al suo posto uno più gradito al vincitore dell'assise PD.
Se sul serio si vuole smentire quanti come me hanno forti dubbi, i consiglieri RAI di opposizione chiedano a gran voce, subito, la convocazione del Cd’A, rendano pubblica la trattativa sui nomi e si proceda a fare queste benedette nomine. Se sul serio è Masi il responsabile di tale ritardo si convochi una conferenza stampa e si denunci la pratica dilatoria del D.G. e si abbia il coraggio di denunciare all'autorità tale omissione. Io non riesco a vedere altra strada che questa, ma chiunque ne individui altre si faccia avanti.
Sono convinto che solo così si smentirebbero le voci di lottizzazione del PD sulla terza rete RAI e sul suo TG. Se tutto ciò non sarà fatto e le nomine ci saranno a fine ottobre RAI 3 continuerà a confezionare ottimi prodotti ma ci sarà sempre l'amaro in bocca nel sapere che quello spazio ci viene offerto e garantito in cambio di un sostanziale silenzio su tutte quante le mancate denuncie. Al di la del ruolo nel teatrino che ognuno dovrebbe comunque assicurare. Questo qualche anno fa veniva definito CONSOCIATIVISMO, tutti recitano un ruolo nel pubblico poi nel privato si accordano per avere la propria fetta di potere per poter sistemare i propri uomini nei posti che con tale pratica saprò conquistare. Leggi consigli di amministrazione di municipalizzate, di Enti, di Aziende e chi più ne ha più ne metta e chi più ne ha più ne metta.
Io comprendo che il mancato esercizio del potere ai massimi livelli comporta frustrazione e desiderio di rivalsa ma l'amministrazione della cosa pubblica è altra storia.
Sono cosciente del fatto che gli avversari non si scelgono e ce li ritroviamo al di là dei nostri desideri. Ci piacerebbero tanto dei conservatori con dei valori morali ed etici verso la cosa pubblica altissimi. Ci piacerebbe dividersi sui percorsi e sulle politiche da adottare, per raggiungere obiettivi che riteniamo utili ad un gran numero di persone ma sempre tenendo bene in mente cosa vuol dire amministrare cose non mie o tue ma nostre.
Salvatore Cuoco
Due belle notizie per il quartetto lombardo Tremonti-Berlusconi-Bossi-Maroni arrivano da Banca d’Italia e dalla Guardia di Finanza.
La prima, nel rapporto sulle economie regionali, rileva che le richieste di finanziamento da parte delle imprese non hanno mostrato alcun incremento nell’ultimo trimestre 2008 mentre si ha addirittura una flessione nel primo del 2009. In altre parole quando hanno suonato le fanfare dei Tremonti Bond che avrebbero dovuto creare le condizioni affinché le banche si rendessero più partecipative nel finanziare le imprese a tassi meno esosi, abbiamo ascoltato solo ed esclusivamente pura propaganda. Il sospetto che quella liquidità venisse iniettata nel sistema bancario per riordinare solo i conti c’è sempre stata. Forse con il dato di oggi si può parlare di certezza, o comunque il dubbio non solo rimane ma si rafforza. Siamo curiosi di leggere le reazioni del governo di destra centro. Tremonti darà una delle sue piacevolissime lezioni a noi poveri ignoranti (perché ignoriamo) sul metodo usato per tali rilevazioni e chiedere ai vertici di Via Nazionale di modificarli finché non escano dei numeri piacevoli da vedere. Ma nello stesso studio c’è dell’altro. Le note più dolenti infatti sono relative agli extracomunitari. Secondo le rilevazioni di Banca d'Italia, infatti, nel loro caso, a parità di caratteristiche dell'impresa e dell'imprenditore, il costo del credito è superiore di circa 60 punti base a quello per le ditte italiane. Ciò significa che se un debito deve essere restituito, mettiamo, al 6% per una ditta italiana, per una con proprietà di nazionalità extracomunitaria lo stesso debito lo deve restituire al 6,60%. E sempre a proposito di extracomunitari Banca d’Italia, fotografando l’impatto del fenomeno migratorio sul versate dell’offerta di lavoro, (tema tanto caro al buzzurro Borghezio e agli altri poco presentabili Castelli/Calderoli/Zaia) è arrivata alla “rivoluzionaria” conclusione che “non si è riflessa in minori opportunità occupazionali per gli italiani», ma ha al contrario evidenziato una «complementarietà tra gli stranieri e gli italiani più istruiti e le donne», favorendo maggiore spazi di occupazione. Come si direbbe a Roma “Tiè, mettece ‘na pezza”. Anche per questo aspettiamo le reazioni. Ammesso che ce ne siano. Siamo a metà agosto, l’attenzione è vicina allo zero e forse non agitare le acque può essere la migliore soluzione. In Italia non si leggono i giornali figuriamoci gli studi degli uomini di Draghi.
Fin qui Banca d’Italia. Veniamo alla Guardia di Finanza.
Che si sono messi a studiare questi con il caldo agostano? Nientemeno che l’evasione fiscale. E cosa vanno a scoprire? Che nei primi sette mesi dell'anno sono stati evasi all'estero 3,3 miliardi di euro. Si tratta, sottolineano le Fiamme Gialle, di «valori in linea con i risultati del corrispondente periodo del 2008, che si è chiuso con i risultati più alti di sempre». E mettiamoci un’altra pezza. Fosse che la notizia di un imminente nuovo scudo fiscale con sconti eccezionali abbia contribuito a non fermare il flusso dei capitali verso i paradisi fiscali? E vogliamo scommettere che tutti questi soldi risulteranno all’estero nel periodo previsto dallo scudo?
C’è poco da fare, questo a differenza degli USA, è un paese per vecchi. Vecchie volpi, vecchi furfanti, vecchi furbastri che sanno di poter contare su referenti politici fatti della stessa pasta, assemblati con gli stessi cromosomi.
Salvatore CuocoLa CEI promette ricorsi e punizioni divine a quei giudici che hanno stabilito un principio a mio parere ragionevole, di buon senso. Nessuna prevaricazione, nessuna violenza. Si è solo affermato una cosa ovvia. Non vi può essere disparità tra studenti con uguali diritti e diversi orientamenti religiosi. L'insegnamento della religione, qualunque essa sia, non può, rientrando nella sfera delle scelte individuali, concorrere a formare il voto medio dello studente. E' ovvio il principio e doveva esserlo da quel dì, ma conosciamo l'influenza d'oltretevere sulla nostra classe politica e quindi siamo arrivati con tanto ritardo ad una sentenza che sancisce un principio, lo ripeto, di puro buon senso. Oggi più che mai. Oggi più di ieri in quanto la composizione delle classi dei nostri figli è radicalmente cambiata rispetto a non molti anni fa. Se vuoi diventare avvocato devi conoscere la comparazione del nostro diritto con quello degli altri sistemi e per la religione niente. Un solo verbo. E comunque che la chiesa cattolica si lamenti è nella logica delle parti, ma che un ministro della repubblica che non vede più a capo del nostro ordinamento il papa re, si appresti ad impugnare la sentaenza mi pare a dir poco ridicolo. E' la negazione di un principio da sempre invocato e da sempre disatteso (anche Fioroni ha le sue responsabilità) che recita più o meno così: libera chiesa in libero stato. Che oggi dovrebbe essere trasformato in Libero Stato con Libere Chiese.
Salvatore Cuoco
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